Rassegna stampa
Tratti dal quotidiano locale "La provincia pavese" >>>>>>>
2 OTTOBRE 2008
Ordinanze sulla sicurezza Domani la firma del sindaco
Ordinanze anti degrado, ieri sera i primi controlli Contatti tra il Comune e le forze dell'ordine per concordare la vigilanza
PAVIA. Presto le telecamere del Comune dovrebbero essere collegate anche alla centrale operativa dei carabinieri, dopo quelle dei vigili e della questura. Si è parlato anche di questo argomento, ieri mattina, nel corso della periodica riunione del tavolo per la sicurezza e l'ordine pubblico. A rappresentare il Comune di Pavia c'era il comandante della polizia locale, Ilaria Balduzzi: «Abbiamo esposto il contenuto delle tre ordinanze appena firmate dal sindaco, e sono state condivise. Ora ci troveremo in un nuovo incontro, maggiormente operativo, per discutere nel dettaglio i controlli mirati a far applicare i provvedimenti anti-degrado».
Da parte dei vigili i primi controlli sono già iniziati. Ieri sera una pattuglia della polizia locale aveva l'incarico di controllare la situazione di piazza del Duomo, uno dei punti più caldi per quanto riguarda le lamentele dei residenti. Sotto la lente di ingrandimento c'era, in particolare, uno dei comportamenti puniti dalle ordinanze: il bivacco in luoghi pubblici. Una condotta per la quale è prevista una multa da 200 euro, aumentata a 500 euro qualora l'atteggiamento di disturbo alla quiete pubblica e di aggressione al decoro cittadino sia aggravato dall'abuso di sostanze alcoliche.
La polizia locale, tuttavia, al momento può garantire turni di pattuglia solo fino alla mezzanotte, mentre non è infrequente che gli schiamazzi e le attività moleste proseguano sino alle due o alle tre di notte.
E' a questo punto che dovrebbero entrare in gioco le forze dell'ordine. Polizia e carabinieri, pur potendo contare su forze relativamente limitate, hanno alcuni equipaggi di pattuglia per tutta la notte. Di qui l'incontro di ieri, avvenuto in prefettura, e la prossima riunione per discutere i dettagli operativi.
Restando sempre ai comportamenti proibiti dalle ordinanze, un passaggio molto importante per contrastare gli atti di vandalismo nei confronti di beni pubblici o privati potrebbe essere l'accordo con l'Arma affinchè le immagini, riprese dalle videocamere comunali, possano arrivare anche alla sala operativa dei carabinieri.
Dalla Regione Lombardia è arrivato un contributo di circa 34.000 euro per la sicurezza che, assommati al denaro stanziato dal Comune, dovrebbero consentire l'allargamento della rete di controllo. Gli "occhi elettronici" servono soprattutto per la prevenzione degli atti di vandalismo. A parte l'operatore che trascorre la notte davanti ai video, infatti, le immagini catturate dalle videocamere rimangono in memoria per un certo periodo. E' quindi possibile utilizzarle per risalire all'identità di chi abbia infranto le ordinanze se non il codice penale.
30 SETTEMBRE 2008
Erasmus senza «vecchia» Europa
PAVIA. Sono arrivati in questi giorni da tutta Europa gli studenti che frequenteranno l’università a Pavia con il programma Socrates Erasmus, e lunedì l’università dà loro il benvenuto con il Welcome Day. Eppure la politica attuata nei confronti dei locali in centro e degli schiamazzi notturni ha avuto qualche effetto nell’immagine di Pavia all’estero. Gli Erasmus sono cresciuti del 10% nel primo semestre di questo anno accademico, ma da Francia e Germania negli ultimi 4 anni l’afflusso è quasi dimezzato e dal Regno Unito il calo è stato ancora più repentino, il 50% in meno rispetto all’anno scorso. Boom di portoghesi, raddoppiati rispetto al 2007, ma Pavia è sempre meno gettonata dagli studenti della vecchia Europa: ci sono più turchi che irlandesi, più studenti dell’est che inglesi. Medicina rimane la facoltà preferita e Ingegneria scalza Lettere che perde quasi la metà degli studenti internazionali. D’altro canto gli studenti pavesi che «scappano» all’estero sono nettamente più numerosi di quelli che vengono a studiare qui: 266 contro 216 nel 2007, 289 contro 200 nel 2008. I pavesi preferiscono le destinazioni classiche: conduce la Spagna, segue la Francia (41 pavesi diretti oltralpe contro i 14 francesi che hanno scelto Pavia), e il Regno Unito (scelto da 33 italiani contro i 9 inglesi arrivati in città). «All’inizio di settembre sono arrivati una settantina di Erasmus per il corso d’italiano organizzato dal centro linguistico e in questi giorni ne abbiamo registrati almeno la metà del totale. I rimanenti sono attesi per la fine di settembre», spiega Arianna Pasi dell’ufficio mobilità internazionale. «Quelli che conoscono meglio la lingua italiana sono i polacchi», continua Arianna Pasi, mentre gli spagnoli e gli inglesi spesso se ne vanno senza aver imparato una parola della nostra lingua. Dario Grumelli, studente di economia e volontario dell’International Erasmus Student Network, dal 22 settembre con i suoi colleghi accoglie i nuovi arrivati nel cortile dei tassi: «Offriamo una rete di conoscenze e degli eventi eventiper vivere la città». Come si spiega la scarsa affluenza da paesi tradizionalmente legati all’ateneo pavese come Francia, Regno Unito o Germania? Risponde Davide Dellera, volontario Iesn: «Per chi viene da città come Berlino, Grenoble, Barcellona, a Pavia non c’è nulla: si lamentano che i locali chiudono troppo presto, che non ci sono discoteche in centro, che mancano gli autobus notturni. Dato che questi studenti vengono qui anche per divertirsi, è qualcosa che pesa poi sull’immagine di Pavia all’estero». Passaparola negativo dunque su alcuni network studenteschi all’estero. Non dappertutto comunque: Veronika Braun, appena arrivata da Passau, Germania, spiega: «Mi hanno raccontato che è una città tranquilla e carina, vicina a Milano se la situazione si fa troppo noiosa». Però sull’ordinanza anti bivacco non ha dubbi: «Mi sembra un divieto esagerato, non credo che la situazione a Pavia sia così». Anche Giacomo Bianchini e Giovanni Battista Bassu non esitano a sottolineare come la recente ordinanza antibivacco non potrà che esasperare gli Erasmus: «Ci saranno serie ripercussioni sugli anni a venire perchè bere e socializzare per strada è una costante di molte culture, pensiamo ad esempio al boteillon in Spagna». Anna Ghezzi
26 SETTEMBRE 2008
Anche Cura contro i fracassoni
CURA CARPIGNANO. Schiamazzi durante le ore notturne, muri imbrattati, rifiuti abbandonati per strada. Episodi gravi e meno gravi di disturbo della quiete pubblica che l’Amministrazione comunale di Cura Carpignano intende arginare per tutelare la tranquillità e, soprattutto, il sonno dei propri cittadini e garantire la loro sicurezza. Il problema, nato in particolare durante i mesi estivi, è proseguito anche nel mese di settembre, e gli atteggiamenti maleducati sono diventati sempre più preoccupanti e persistenti. Numerose, infatti, sono state le lamentele sollevate dai residenti. Sono aumentate lamentale e segnalazioni da parte di cittadini arrabbiati, sono andati a vuoto i numerosi richiami da parte degli uomini della polizia locale ai giovani e meno giovani autori di questi episodi considerati ormai intollerabili. Da qui la decisione del sindaco Ezio Manelli di adottare una linea severa per dissuadere i cittadini dallo scarso senso civico. Ieri infatti è stata emessa un’ordinanza a garanzia dell’ordine pubblico e a tutela del patrimonio pubblico. Regole inderogabili non solo per gli abitanti di Cura, ma anche per quelli delle frazioni di Calignano e Prado, dove si sono svolti fatti significativi di maleducazione urbana. L’ordinanza è stata trasmessa al prefetto e alle forze dell’ordine e la sua violazione comporta l’applicazione di sanzioni che prevedono una pena pecuniaria di 25 euro fino ad un massimo di 500 euro, a seconda della gravità dei fatti contestati. Nel momento in cui viene rilevata la violazione, i trasgressori sono obbligati a cessare immediatamente il comportamento scorretto, qualora persistano nell’atteggiamento contestato, si può applicare l’articolo 650 del codice penale che prevede anche l’arresto e la reclusione fino a tre mesi.”L’ordinanza si è resa necessaria - precisa il primo cittadino - perché finora non sono serviti i richiami fatti dai vigili urbani”. I muri della sala polifunzionale di Calignano sono stati rovinati da scritte, ragazzi che giocano a pallone a tarda sera oppure ascoltano la musica ad alto volume.”Non è più possibile tollerare questi atteggiamenti - continua Manelli - per questo mi sono avvalso dei maggiori poteri concessi ai sindaci dalla legge Maroni, approvata nel luglio scorso, in tema di sicurezza e ordine pubblico.”. L’ordinanza prevede il divieto di provocare rumori che possono turbare la quiete pubblica dalle 23 alle sette del mattino; non si può imbrattare o deturpare le facciate degli edifici, la pavimentazione e l’arredo urbano; è vietato gettare o abbandonare carte, bottiglie e qualsiasi genere di rifiuti solidi urbani al di fuori dei contenitori di raccolta; si può affiggere manifesti solo negli spazi stabiliti dall’Amministrazione comunale; non si può praticare attività di qualsiasi genere in aree all’aperto, provocando danni a edifici pubblici e privati. Stefania Prato
25 SETTEMBRE 2008
Il sindaco firma le ordinanze anti-degrado
PAVIA. Il sindaco ha firmato ieri le tre ordinanze delle quali si sta parlando da settimane e che sono state all'origine di polemiche e proteste. Lotta al bivacco molesto, dunque, ma anche ai graffiti selvaggi e ai proprietari di aree dismesse che non ne assicurano la sicurezza o il decoro. Prima della firma, come era stato promesso in consiglio comunale, la conferenza dei capigruppo convocata martedì scorso aveva ascoltato una delegazione dei ragazzi che avevano protestato nelle aule del Mezzabarba. Un incontro al termine del quale ciascuno è rimasto sulle proprie posizioni. I titoli delle tre ordinanze sono: «Misure atte a contrastare l'occupazione abusiva di aree ed edifici pubblici e privati dismessi»; «Divieto di deturpamenton di edifici pubblici e privati, segnaletica stradale, monumenti, suolo e arredo urbano in generale»: «Misure atte a contrastare comportamenti lesivi del decoro urbano e della quiete e igiene pubblica». Quest'ultima, in particolare, è quella destinata a sollevare maggiori discussioni. Sostituisce l'idea iniziale del sindaco, che era quella di vietare il consumo di bevande alcoliche fuori da bar e localin pubblici. La premessa è che «i comportamenti inosservanti e irrispettosi delle regole sul decoro e sul rispetto degli spazi comuni e comunali, fatti per i quali i residenti lamentano disagi e criticità anche sotto l'aspetto igienico sanitario, spesso degenerano in fenomeni di vero e proprio vandalismo». Detto questo, il provvedimento vieta di «arrecare disturbo alla quiete pubblica e al riposo notturno; gettare o abbandonare carte, bottiglie, contenitori vuoti di bevande e qualsiasi tipo di rifiuti solidi o versare liquidi al di fuori degli appositi contenitori; usare i luoghi pubblici come siti di bivacco e deiezione». L'ordinanza prosegue puntualizzando che «le violazioni di cui sopra, qualora compiute in stato di manifesta ubriacheza, causando maggiori disagi alla quiete pubblica, saranno punite con una sanzione amministrativa superiore». L'ordinanza sulle aree dismesse, invece, impone «ai proprietari delle aree e degli edifici dismessi e/o abbandonati la messa in sicurezza delle stesse, garantendo in particolare la rimozione di rifiuti e sterpaglie a fini igienico-sanitari e la rimozione di ogni manufatto e/o veicoli eventualmente introdotti ai fini dell'insediamento e la recinzione e inibizione all'accesso alle aree e agli edifici interessati, anche mediante idonee misure di vigilanza». Riguardo ai writers, invece, «su tutto il territorio comunale è assolutamente vietato danneggiare, deturpare, imbrattare con scritte, disegni o macchie gli edifici sia pubblici che privati, i monumenti, i muri in genere, le panchine, le carreggiate, i marciapiedi, i parapetti dei ponti, gli alberi e qualsiasi altro manufatto».
25 SETTEMBRE 2008
PAVIA, L'ALCOL E LA PROTESTA Carissimi ragazzi, non bevete più
Nonostante i giorni passino ed il famigerato «decreto antialcol» sia stato ritirato, gli echi ella polemica non si spengono e così anch'io non ho resistito alla tentazione di intervenire nel dibattito.
Credo di essere, almeno in parte, giustificato poiché la mia posizione di responsabile dell'U.O. di Riabilitazione alcologica della Fondazione Maugeri mi mette quotidianamente in contatto con i più svariati problemi alcol-correlati.
Proprio per questo ammetto la mia parzialità poiché ogni giorno mi devo confrontare con il lato più maligno del bere (dolorose astinenze, danni fisici, psichici, familiari).
Certo, l'alcol non è solo questo ma, giova ricordarlo, è anche questo e, comunque la si pensi, si tratta sicuramente di una potente sostanza psicoattiva, in parole semplici di una droga fatta e finita (chiunque non sia d'accordo vada prima a consultare un qualsiasi testo di tossicologia e poi ne riparliamo).
Partendo da questi presupposti mi sono chiesto: perché un gruppo di persone, soprattutto giovani, davanti allo sfascio di una scuola che sta dando loro pochissimo, con un mercato del lavoro praticamente paralizzato che non può, al momento, promettere molto di più di un precariato a vita, abbia deciso di mobilitarsi e scendere in piazza al grido «libera birra in libero Stato»? Perché abbia deciso di interrompere un consiglio comunale come, alcuni anni fa, fecero gli operai della Necchi che però, allora, rischiavano il posto di lavoro e quindi, probabilmente, la miseria?
La sproporzione fra l'entità del problema (piccola) e le reazioni messe in atto (grandi e protratte) sembra immane; e dunque come si spiega tutto ciò?
Dicono i nostri contestatori: «Ci sono ben altri problemi per i quali emanare ordinanze». Appunto, discutiamo di questo e non sul bianchetto che costa troppo nei bar. Dicono anche: «E' una questione di principio». Se tutte le questioni di principio (quindi eminentemente ideologiche) portassero alla fondazione di comitati di lotta, manifestazioni varie, ed intemperanze verbali non ci sarebbe più nè tempo nè energia per le questioni pratiche che fanno meno fino ma sono il succo della nostra vita.
Secondo me, la ragione vera non è l'appassionata difesa della «democrazia violata» ma il nostro vecchio e caro alcol, proprio quello i cui disastri io mi trovo continuamente a cercare di tamponare.
Certo la vita è dura, il caro vita morde, il futuro è oscuro. E allora beviamoci su. Facciamoci un litrozzo sugli scalini del Duomo e poi si vedrà. Alla fine, lo diceva anche Charles Baudelaire, grande poeta e grande alcolista.
No, amici miei, questo non è il momento della birra Moretti a prezzo politico. Questo è il momento di smettere di bere, guardarsi intorno, magari piangere un poco, ma rimanere lucidi ed andare avanti. Con serenità e con coraggio.
Giovanni Vittadini responsabile U.O. di Riabilitazione Alcologica Fondazione Salvatore Maugeri, Pavia
25 SETTEMBRE 2008
La Capitelli:«Chiederò più controlli»
PAVIA. «Farò in modo che la polizia e i carabinieri possano far rispettare l'ordinanza», spiega il sindaco Capitelli. Senza la certezza di un controllo sul rispetto, infatti, un provvedimento di per sè non ha senso. Martedì una delegazione di giovani è intervenuta alla riunione dei capigruppo consigliari. «Abbiamo visioni diverse - prosegue Capitelli - ma io faccio il sindaco e devo mediare tra le esigenze dei giovani e quelle dei residenti. D'altronde i cittadini non pretendono che i ragazzi non si divertano, chiedono solo che lo facciano senza esagerare, consentendo il riposo ed evitando di lasciare bottiglie o traccE peggiori sulle strade e nei portoni».
Ovviamente i primi a dover vigilare sul rispetto delle ordinanze saranno gli agenti di polizia locale.
12 SETTEMBRE 2008
Ordinanze sulla sicurezza Domani la firma del sindaco
PAVIA. Domani il sindaco firmerà le tre ordinanze sull’ordine pubblico: quella, ancora contestata, sul divieto di bivaccare nei luoghi pubblici, specialmente se il comportamento è aggravato dall’abuso di alcol; quella contro i writers e quella che impone ai proprietari di aree dismesse di provvedere alla loro pulizia e a una recinzione che eviti insediamenti abusivi. Piera Capitelli lo ha comunicato, ieri pomeriggio, alla giunta, con la quale ha anche discusso i termini e l’entità delle multe che verranno applicate a chi trasgredisce. Quest’ultimo aspetto deve ancora essere approfondito insieme al comandante della polizia locale, Ilaria Balduzzi. Ma pare che le multe saranno di 200 euro per chi, bivaccando, infastidisce i residenti; di 500 euro se a tale comportamento si accompagnerà uno stato di “manifesta ubriachezza”; di 500 euro per chi non provvederà alle aree dismesse fatto salvo il fatto che, in quest’ultimo caso, se il proprietario non provvederà direttamente, interverrà il Comune che, poi, porrà le spese a carico del proprietario stesso. Intanto prosegue la protesta che, nata contro l’ordinanza anti-alcol, si è trasformata in opposizione all’ordinanza anti-bivacchi. Ieri sera, alle 18, i Giovani comunisti hanno discusso di nuove iniziative da intraprendere nella sala di San Martino di Tours, in corso Garibaldi; sala che, paradossalmente, viene concessa dal Comune, e questo aspetto ha destato una certa irritazione tra i vertici del Mezzabarba. Il sindaco, prima della firma, dovrebbe effettuare alcuni incontri, uno dei quali con i capigruppo in consiglio comunale. Ieri sera, Piera Capitelli ha voluto puntualizzare un aspetto. «L’ordinanza contro l’alcol - ha detto - era già stata modificata ben prima che avvenisse l’occupazione della sala del consiglio». Il sindaco, così, inserisce la città di Pavia nell’elenco delle amministrazioni che, prendendo spunto dal decreto Maroni, hanno emanato ordinanze a volte fantasiose: come quella che, a Padova, vieta il gioco delle tre carte. (f.m.)
12 SETTEMBRE 2008
Pavia va protetta e aiutata
L'occupazione dell'aula del consiglio comunale di Pavia contro un'ordinanza annunciata che non esisteva ancora e l'intervista/comunicato stampa dal titolo «il Pd distoglie dai problemi veri» (giovedì 18 settembre, Provincia Pavese) del segretario cittadino di Rifondazione comunista Pablo Genova - promotore/urlatore della protesta insieme al compiaciuto segretario provinciale Giuseppe Abbà - mostrano la difficoltà di pensare il mondo e le dinamiche sociali nella loro complessità. Il consiglio comunale, caro Genova, mi rivolgo a te in quanto giovane segretario di partito (e non ad altri meno giovani e più aggressivi che hanno condotto con te la protesta con obiettivi diversi, con la solita retorica del politico senza macchia, a parte quella della birra che brandivano e rovesciavano per le scale del Comune con il risultato di essere solo incivili e un po' ridicoli), è il luogo dove si esplicita uno dei principi democratici costituzionali: quello della preponderanza degli organi elettivi e rappresentativi. Quello di cui sei stato protagonista è un pericoloso strappo alle regole democratiche. A furia di eccitare gli animi, poi non si controllano più i processi. È un film già tristemente visto. La semplificazione, la banalizzazione, il tentativo di richiedere risposte immediate solo su un pezzo del problema, non individuandolo nella sua complessità, è tipico dell'agire della destra e di chi ha visioni corporative e miopi. I temi della sicurezza, del decoro, degli universitari, degli spazi di aggregazione e del conflitto generazionale vanno affrontati considerando l'accelerazione e l'intersecarsi dei fenomeni sociali, guardando i numeri e la storia della città, ponendosi criticamente e in posizione di ascolto verso tutte quelle realtà che spesso ci sembrano conflittuali. Considerare le veloci mutazioni sociali in cui siamo coinvolti è compito gravoso, lo è ancor di più in un momento di crisi economica per i cittadini e per i Comuni. Occorre dare risposte efficaci, tempestive, possibilmente concertate e condivise, a temi complessi e non risposte dettate dall'ansia e dalla paura. Lo dico con franchezza. L'ordinanza contro i delinquenti che sozzano i muri della città - erroneamente e semplicisticamente chiamata anti writers - è giusta e andrebbe in questa direzione: si porrebbe il problema di preservere i beni pubblici e monumentali e la proprietà privata e di chiudere con una pratica che non ha alcun lato positivo. L'ordinanza sulle aree dismesse e sui diritti/doveri dei proprietari avrebbe lo stesso approccio. L'ordinanza che verrà sui bivacchi e sul decoro, come l'ha esposta il sindaco in consiglio comunale (Pablo Genova se n'era già andato. Lo show era per lui terminato) guarda al problema, appunto, nella sua complessità ascoltando i bisogni, gli interessi e i diritti di tutti i cittadini. Queste risposte - in questo caso le ordinanze - dovranno essere però facilmente attuabili con i mezzi che si hanno e sostenute da una serie di azioni e proposte politico amministrative altrimenti rischiano di essere percepite in modo sbagliato, creando una reazione contraria e di continua contrapposizione. Oltre al rispetto delle regole e della legalità, occorre lavorare per ricostruire un comune sentire e una coscienza civica che si sono sbrindellate in quindici anni di individualismo spinto berlusconiano. Il lavoro è lungo, occorre tutti abbassare la tensione, uscire dai propri fortini, in città e nel Paese. Luigi Duse consigliere comunale Pd Pavia
18 SETTEMBRE 2008
«Gli affitti in nero agli studenti? Pochi»
PAVIA. «Ma quali affitti in nero?». Le titolari del “Centro assistenza studenti” liquidano la questione delle pigioni fantasma richieste agli universitari come una vicenda poco più degna di fede di una leggenda metropolitana. Il tema degli affitti è affiorato, tra gli altri, nella riunione di lunedì sera tra i capigruppo del consiglio comunale e alcuni ragazzi che partecipavano alla protesta contro l’ordinanza anti-alcol (non ancora scritta). E’ un tasto dolente, quello degli affitti per gli studenti fuori sede, o piuttosto un luogo comune? Irene Salomone, che dal 1997 si occupa di servizi agli universitari, pare propendere per la seconda spiegazione. «Attualmente - spiega - abbiamo una banca dati di circa 500 proprietari immobiliari. Chi ha un alloggio da affittare, infatti, si rivolge a noi e l’associazione lo mette in contatto con gli studenti. E devo dire che, di affitti in nero, non ho mai visto l’ombra. Certo, può succedere, ma negli ultimi anni, a mio avviso, è un fenomeno sempre meno diffuso». Il Centro fa riferimento a un accordo stipulato, nel 2003, tra l’amministrazione comunale e le principali organizzazioni sindacali dei proprietari immobiliari; in quelle tabelle sono contenuti minimi e massimi per i canoni di locazione, un punto di riferimento per il mercato, insomma. E le cifre sono omogenee tra loro: «La media è di 300 euro al mese per una stanza in centro. Spostandosi in periferia la somma scende, e già a Città Giardino si pagano tra i 220 e i 250 euro. Lo stesso vale per gli appartamenti: un bilocale che in centro costa 600 euro il mese, a San Martino può costarne 300. Però quasi tutti i ragazzi preferiscono restare in centro». E qui affiora un aspetto importante, quello dei collegamenti serali da parte dei mezzi pubblici. «Dopo le 22 c’è un bus l’ora, dopo la mezzanotte non ce ne sono più. E’ chiaro che chi non ha l’auto e la sera vuole svagarsi preferisce il centro, dove è possibile spostarsi anche a piedi o in bici». E’ altrettanto chiaro il motivo per cui i locali più frequentati, e sovente al centro delle polemiche più accese, si trovino in centro. Al Vallone, tanto per fare un esempio, o a Mirabello è difficile trovare locali per gli universitari. Dal breve colloquio emergono, poi, anche difficoltà di interazione culturale con gli studenti stranieri. Dei 40 cinesi giunti a Pavia con il progetto “Marco Polo”, pare che solo un paio parlino italiano. «E provi a spiegare un contratto d’affitto a un ragazzo che conosce solo il cinese», dicono. Inoltre, altri provengono da culture nelle quali l’uso di alcol è limitato o proibito. Così, per ragioni metaboliche, basta un bicchiere di birra per sfiorare pericolosamente l’ubriachezza. E scatenare le proteste. (f.m.)
18 SETTEMBRE 2008
«Il Pd distoglie dai problemi veri»
PAVIA. Ancora polemiche sull’ordinanza anti-bivacchi e sul consiglio comunale di lunedì. A intervenire sono Pasquale Di Tomaso, capogruppo di Rifondazione comunista, e il segretario cittadino Pablo Genova: «Riteniamo assai grave - scrivono - che il sindaco di Pavia, invece di ascoltare la democratica protesta dei cittadini convenuti lunedì sera in consiglio comunale, insista nel voler proporre ordinanze assurde: non c’è bisogno di alcuna ordinanza, sono sufficienti le leggi già esistenti, si affrontino invece i problemi veri della città». «L’assessore Nizzoli - proseguono - ammette, bontà sua, di non avere alcuna risorsa economica per gli spazi di aggregazione giovanile, eppure come è possibile che si sono spesi più di 1 milione di euro per i Festival dei Saperi? E dove è finito l’avanzo di bilancio? E, ci domandiamo, per gli esponenti del Partito democratico ed i loro alleati, la questione giovanile è solo una questione di soldi e di disturbo alla quiete pubblica, solo per prendere qualche voto in più da parte di qualche cittadino intollerante? Tutto ciò dimostra l’assoluta incapacità dell’attuale giunta di governare la città, una giunta incapace persino di individuare i problemi reali e capace solo di creare capri espiatori. Destano preoccupazione le restrizioni agli assembramenti, proprio ora che il ministro della difesa La Russa ha fatto un’elogio ai combattenti fascisti dello stato fantoccio nazista di Salò, tutto ciò getta luci sinistre sulla salute della democrazia repubblicana antifascista. Noi abbiamo formalmente richiesto al sindaco che dal Municipio sia esposto uno striscione Pavia città antifascista e antirazzista, ma il sindaco non ha risposto». Intanto il consigliere Carlo Cinquini (Pd) specifica che lui e Giovanni Giovannetti non stavano per «mettersi le mani addosso»: «Io non ho aggredito nessuno; è stato lui a inveire contro di me». (f.m.)
17 SETTEMBRE 2008
«Proteste in consiglio, ora basta con gli eccessi»
PAVIA. Stop alle proteste organizzate in consiglio comunale. A parlare è il sindaco, Piera Capitelli, e il riferimento è all’ultima seduta del consiglio. Una sessantina di giovani hanno bloccato per due ore e mezza la seduta. Protestavano contro l’ordinanza (ancora da scrivere) anti-alcolici. Chi li guidava ha tolto la parola a un assessore. Di qui la volontà di dare regole più severe alla possibilità, per i cittadini, di intervenire durante i lavori del consiglio comunale. Cosa accaduta più volte in passato (ad esempio con i dipendenti”Gs”) ma ormai elevata a regola da eccezione. In passato, infatti, era accaduto più volte che gruppi di cittadini si presentassero durante le sedute del consiglio per protestare. Il presidente Ruffinazzi ha sempre dato la possibilità a un rappresentante dei cittadini di intervenire e leggere o spiegare le ragioni della protesta. Lunedì sera, però, non ha concesso la parola. «L’intervento dei cittadini è un’eccezione - ha spiegato ieri - se diventa la regola salta tutto il meccanismo del consiglio comunale». Così i manifestanti hanno interrotto l’assessore Portolan che stava illustrando un provvedimento. A quel punto, il presidente Ruffinazzi ha sospeso la seduta. «Ho già proposta fatto una proposta al presidente del consiglio comunale - ha detto ieri il sindaco - perchè i capigruppo trovino l’accordo su un regolamento dei lavori in aula, affinchè non succeda più quello che è accaduto lunedì sera. Un episodio che giudico come una grande strumentalizzazione politica di qualcosa che che non c’era, dal momento che l’ordinanza ancora non è stata approntata, e rispetto alla quale avevo già deciso di andare incontro alle richieste di alcuni giovani. La decisione di recedere dall’idea di vietare l’uso dell’alcol in centro e nei pressi di monumenti storici, idea che peraltro ritengo ancora corretta, è stata determinata dalla preoccupazione di creare disordini, preoccupazione fondata perchè lunedì sera i disordini ci sono stati. Un sindaco ha il dovere di non creare situazioni di conflitto, ma anche di tenere conto delle necessità di tutti cittadini». Riguardo all’ordinanza, che punirà i bivacchi in città, il sindaco spiega che lunedì prossimo, in giunta, si discuteranno i dettagli. Le multe per i trasgressori dovrebbero andare da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro. Nel caso eventuali schiamazzi siano “aggravati” dall’abuso di sostanze alcoliche, verrà applicata la contravvenzione più elevata. Al termine della seduta, il sindaco ha puntualizzato di avere già sentito alcuni giovani, di averne intenzione di sentirne altri, ma di essere altrettanto intenzionata a non tenere conto solo del loro parere nella redazione del provvedimento, dovendo tutelare anche gli interessi legittimi di altri cittadini. Ma nella serata di lunedì non vi è stato spazio solo per le polemiche e per le contrapposizioni. «In conferenza dei capigruppo - conclude il sindaco - alcuni giovani hanno evidenziato loro problemi reali e concreti. Mi auguro che il dialogo possa proseguire nelle sedi più opportune e produttive, cioè presso gli assessori competenti. Auspico che ci siano sedi idonee e non manifestazioni di piazza in consiglio comunale».
17 SETTEMBRE 2008
Contro la Kapitelli un coro di insulti
PAVIA. La protesta contro la “giunta Kapitelli” (con la “K” come ai tempi di Kossiga) è iniziata poco prima delle 21,30 di lunedì. Si sapeva che vi sarebbe stata una manifestazione e una polemica bevuta collettiva. Evidentemente non si immaginava il tenore della protesta, altrimenti la questura non sarebbe stata costretta a inviare tre equipaggi di rinforzo a manifestazione ampiamente iniziata. Il segnale di inizio è stato un beffardo Giovanni Giovannetti, editore e fotografo, che si è appoggiato allo stipite della sala consigliare bevendo ampi sorsi da una bottiglietta di birra. Fino a quel momento, le diverse anime della protesta erano rimaste sul piazzale del Mezzabarba, birra alla mano. Rifondazione comunista, i Comunisti italiani, i “grillini”, i ragazzi di “Fatti spazio” e della raccolta di firme “Bevo con rispetto”, qualche militante del “Barattolo”. Nel corso della seduta, una ragazza ha chiesto al presidente Ruffinazzi di leggere una dichiarazione. Al rifiuto opposto dal presidente del consiglio comunale, è scoppiata la bagarre. Le voci di Giovannetti e del segretario cittadino di Rifondazione comunista, Pablo Genova, sono risuonate alte, mentre partivano i primi cori di “buffoni, buffoni”. Ruffinazzi non ha potuto fare altro che sospendere la seduta. La sala del consiglio è stata così invasa da una settantina di giovani che hanno bivaccato anche sulle scale. Nella riunione dei capigruppo, convocata da Ruffinazzi, sono iniziate frenetiche trattative, mentre le fila di carabinieri e poliziotti si facevano più numerose. Nella confusione, è capitato che qualcuno avesse i nervi a fior di pelle. E così un messo comunale significativamente soprannominato “Michelone” ha dovuto frapporsi tra Giovannetti e il consigliere comunale del Pd, Carlo Cinquini, per evitare che si mettessero le mani addosso. Nel frattempo, dalla riunione dei capigruppo è stata inviata a tentare di intavolare una trattativa Irene Campari. La consigliera indipendente ha ricordato ai ragazzi muniti di birra che sono la futura classe dirigente del Paese e, in quanto tale, avrebbero fatto bene a inviare una delegazione a trattare con i capigruppo. Ancora una volta Giovannetti è insorto, opponendosi a questa via, mentre un discreto cordone di polizia e carabinieri presidiava la porta d’ingresso alla sala giunta, dove si trovavano i capigruppo. Dopo qualche altro minuto di trattativa, sono stati individuati alcuni ragazzi destinati a colloquiare con gli esponenti dei gruppi rappresentati in consiglio. All’uscita, una ragazza dall’apparenza timida ha spiegato al microfono, accanto al presidente Ruffinazzi, che si era raggiunto un accordo e che, prima di essere firmata, l’ordinanza sarebbe stata discussa in una riunione dei capigruppo alla quale sarebbero stati invitati anche i giovani. La giovane, però, è stata contestata al grido di “No all’ordinanza, senza se e senza ma”. Al termine i manifestanti hanno lasciato il municipio. La lotta all’ordinanza che non c’è è terminata poco dopo mezzanotte. (f.m.)
16 SETTEMBRE 2008
Consiglio bloccato dalle proteste
PAVIA. Hanno interrotto il consiglio comunale una settantina di manifestanti - giovani e meno giovani, dai 25 a oltre 70 anni - che ieri sera si sono dati appuntamento alle 21 fuori dal Consiglio comunle per contestare il provvedimento annunciato dal sindaco contro l’alcol consumato per strada. Poi, alle nove e mezza sono saliti nell’aula consigliare gli esponenti di Rifondazione, dei Comunisti italiani, dei Grillini, i giovani di Fatti spazio, del Barattolo, mentre i ragazzi del gruppo «Bevo con rispetto», che si è costituito tramite il sito www.facebook.it, sono stati bloccati all’ingresso dalle forze dell’ordine. Dice Gabriele Duci: «Siamo rimasti giù anche perché abbiamo voluto prendere le distanze dai gruppi di partito. Noi siamo un gruppo apolitico, vogliamo solo protestare contro l’ordinanza del sindaco, non abbiamo una posizione sulle scelte, in generale, di Piera Capitelli». «Non capisco perché tanta polizia - dice un altro manifestante -. Quando mi hanno rubato l’auto hanno detto che non avevano mezzi». Ribatte Viola, studentessa universitaria: «In questa città non ci sono spazi per i giovani, nessuna agevolazione per gli affitti, che sono troppo cari». Polemico anche Alessandro Savoldi: «E’ l’ennesima mossa che criminalizza chi ha di meno. Prima i rom della Snia ora gli studenti». Il consiglio è stato sospeso dopo l’intervento di Irene Campari, che ha attaccato con durezza l’amministrazione. Quindi il presidente del consiglio Ruffinazzi ha interrotto la seduta e convocato i capigruppo che hanno ricevuto una delegazione dei giovani. Ma prima che questo incontro si potesse svolgere c’è stata una gran confusione con urla, schiamazzi in un’aula frastornata. Il presidente Ruffinazzi ha rifiutato un’audizione in aula e dopo le polemiche c’è stato l’incontro, nel corso del quale l’amministrazione ha spiegato che l’ordinanza non è ancora stata presa e che ci sono ampi margini di manovra (come riportiamo nell’articolo sopra). Anna Ghezzi
12 SETTEMBRE 2008
«Puniti i bivacchi in piazza»
PAVIA. Sull'ordinanza anti-alcol, il sindaco corregge parzialmente il tiro. Lo annuncia lei stessa: «Ho fatto un passo indietro, mediando le esigenze dei cittadini con le esigenze dei giovani». Portare una bottiglietta di birra fuori dai locali, dunque, sarà consentito. Sarà però vietato, e punito con severità, il bivacco nei luoghi pubblici, tantopiù se accompagnato all'abuso di bevande alcoliche. A pagina 13
PAVIA. Ci saranno anche gli "amici di Beppe Grillo", domani sera, alla manifestazione battezzata "prosit" contro l'ordinanza con la quale il sindaco dovrebbe vietare il consumo di bevande alcoliche fuori dagli esercizi pubblici. La protesta, organizzata da Rifondazione comunista, si svolgerà davanti a palazzo Mezzabarba, in coincidenza con il primo consiglio comunale del dopo-ferie. Giuseppe Parroco, degli amici di Grillo, spiega: «Troviamo che le politiche giovanili di questa amministrazione siano del tutto sbagliate e autolesioniste per una città che di giovani e di università dovrebbe vivere». «Siamo assolutamente convinti - prosegue il comunicato - che Pavia abbia altri problemi da risolvere, molto più importanti, ma sembra che solo il nostro sindaco non li veda».
16 SETTEMBRE 2008
«Fate più controlli in piazza Duomo»
PAVIA. Da piazza Duomo è un coro unanime: più controlli contro gli eccessi notturni. Non solo il luogo comune dei bonghi, piuttosto le liti, le sgommate notturne, il lancio di sassi. I residenti e i gestori dei locali sono esasperati. E il sindaco si prepara a incontrare il prefetto, lunedì prossimo, per discutere i termini delle contestatissime ordinanze. Nel frattempo ha firmato la prima, quella che impone ai proprietari di aree dismesse di recintarle e farle sorvegliare. Per evitare situazioni come l’ex Snia. Da qualche giorno il Comune ha provveduto a mettere tre contenitori per il vetro, ma per molti non basta. E le aggressioni fanno paura. Antonietta Olivero, della Hostaria Regisole in Piazza Duomo, non ce la fa più: «L’altra sera sono rimasta fino alle 4 perchè si erano messi a tirare sampietrini: non me ne vado mai quando c’è pericolo per il locale. I clienti hanno paura. La cosa è degenerata da un paio di mesi, prima faceva piacere avere in piazza i ragazzi che cantavano, ma ora è cambiata la gente». Della stessa opinione il pizzaiolo Tito Koder, mentre A.C. afferma: «Gli schiamazzi si tollerano, ma due settimane fa c’è stata un’altra rissa, una sera uno si è messo a fare testacoda in piazza». I baristi raccontano che è anche capitato di far scortare i clienti a casa dalle forze dell’ordine perchè avevano paura. «L’ordinanza può aiutare ma non è la soluzione» dice A.C.. Anche Fabio e Anne Marie Carini del “Cupolone” si schierano con l’ordinanza: «Finchè non ci sarà il divieto ai bar di vendere alcolici da asporto non si risolverà nulla, e la polizia deve avere i mezzi per contenere chi fa casino. Che vadano fuori dalla città» sbottano. Anne Marie però puntualizza: «La colpa non è degli universitari, che quasi non si vedono più, questa è gente che non ha nulla da perdere, ubriaconi». Per Giovanni Tacconi, tabaccaio, «Bisognerebbe fare per i giovani qualcosa fuori dal centro: i divieti non servono a nulla, il fatto è che per fare una serata al bar non bastano 20 euro. Però non è giusto che sporchino: le regole vanno fatte rispettare». Anche per Giovanni Cappelletti del Broletto è questione di senso civico: «Se non c’è educazione allora serve la coercizione. Bere nei locali dà più sicurezza ai cittadini perchè c’è un rapporto con la clientela». Pro ordinanza anche Aurora Salvaneschi del Caffè Mazzilli: «Servirà a porre un freno. Ormai entrano anche nel recinto della torre Civica con i cani» si lamenta. Di opinione diversa Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani che sull’ordinanza commentano: «Il Sindaco invece di affrontare i problemi veri, dall’emergenza casa all’emergenza lavoro insiste nel creare nemici di comodo». I due partiti, che insieme all’Italia dei Valori si sono schierati contro l’ordinanza antialcolici spiegano: «Ha un intento persecutorio nei confronti di chi non può permettersi di consumare la birra nei bar. Il problema è invece una profonda carenza di locali di aggregazione e socializzazione per i giovani». Claudio Aradori (Idv) puntualizza: «Se qualcuno butta per terra una bottiglia di vetro deve essere sanzionato, ma il sindaco in nessun caso si è comportato così severamente come sta facendo con questi ragazzi». Per Pasquale Di Tomaso (Prc) e Martina Solazzi (Pdci) «è ingiusta la criminalizzazione di chi beve birra e gravissima la sottovalutazione dei movimenti fascisti in città. Per questo abbiamo chiesto al sindaco di esporre di fronte al municipio uno striscione Pavia città antifascista ed antirazzista; attendiamo riposta». Si troveranno per protesta a bere birra alle 21 di lunedì in piazza Municipio durante il consiglio comunale. (a.gh. e f.m.)
12 SETTEMBRE 2008
Casorate, mano pesante per i fracassoni
CASORATE. Coprifuoco dalle 22 alle 8 e maxi-multe per chi sgarra. Arriva l’ordinanza contro fracassoni e vandali, la prima che adotta il pugno di ferro così come previsto dal decreto Maroni. E’ Gian Antonio Rho ad adottare il provvedimento voluto dal ministro dell’Interno, approvato nel luglio scorso, dopo un’estate di lamentele, proteste e richieste di intervento da parte di numerosi cittadini, esasperati dal rumore notturno di chi proprio a letto non ci vuole andare. Il Comune dapprima ci ha provato con le buone, cercando di convincere i giovani a limitare i rumori. Visti gli scarsi risultati, il sindaco ora mostra i muscoli. Prendendosi tutti i super-poteri concessi dalla legge e dichiarando guerra agli indisciplinati. «Durante i mesi estivi - specifica il sindaco di Casorate nell’ordinanza - sono pervenute al servizio serale della polizia locale numerose lamentele e richieste d’intervento da parte di cittadini per contrastare schiamazzi, urla, musica proveniente dagli stereo delle autovetture ad alto volume». Non solo. Le notti di luglio e agosto sono state tormentate da «rumori oltre il consentito prodotti da ciclomotori con insufficiente dispositivo silenziatore» utilizzati da un buon numero di ragazzi «nelle vie pubbliche e fino a tarda ora». «Considerato che a tutt’oggi sono risultate vane le informali richieste di allontanamento spontaneo fatte dalla polizia locale» prosegue Rho nel documento e che «è compito del Comune impedire condotte contrastanti con le norme che salvaguardano il convivere civile», l’amministrazione ha deciso di ricorrere alle maniere forti. L’ordinanza prevede quindi «il divieto di produrre rumori molesti in strada dalle 22 alle 8 del mattino», pena le sanzioni previste dal decreto Maroni. Che possono arrivare fino a 500 euro di multa. Non solo. Nel caso in cui «il trasgressore non cessi il comporamento scorretto» c’è anche la possibilità per il Comune di ricorrere «all’articolo 650 del codice penale», che prevede l’arresto fino a tre mesi. Altro super deterrente per chi ama sgommare in strada nel cuore della notte, la possibilità di sequestro immediato del mezzo. Il provvedimento scattato a Casorate altro non è che il rafforzamento dei poteri ai sindaci, fortissimamente voluto dal ministro della Lega Nord, che dà la possibilità di intervenire in maniera più diretta in tema di disturbo della quiete pubblica e atti di vandalismo. Uno dei problemi più sentiti soprattutto nei paesi nell’hinterland, dove quest’estate si sono verificati episodi a ripetizione, fra sgommate, bevute all’aperto e urla nel cuore della notte.
11 SETTEMBRE 2008
Ordinanza sull'alcol Il comitato è deluso
PAVIA. Delusi i componenti del gruppo «Bevo con rispetto» che ieri mattina si sono recati dal sindaco Piera Capitelli per far sentire le ragioni del loro dissenso alla presunta ordinanza che vieterebbe il consumo di alcolici nelle strade di Pavia. «Ci ha sentiti ma non ci ha ascoltati» ha detto Gabriele Duci reduce dall’incontro. «Ci ha promesso che si attiverà per mettere più contenitori per il vetro in centro come da noi richesto, ma non ha ascoltato le altre proposte, ovvero di far rispettare le regole che già ci sono». I ragazzi del gruppo nato sul web nei giorni immediatamente successivi alla notizia dell’ordinanza hanno anche ricordato che «non può pensare di cacciare tutti i giovani dal centro, e che se non si trova niente di meglio che stare in strada è anche per la mancanza di alternative valide». Ma il sindaco sostiene che non si tratta di responsabilità che le competono. «Adesso aspettiamo che esca davvero l’ordinanza per decidere le prossime mosse: sicuramente cercheremo di allargarci e di coinvolgere il maggior numero d realtà possibili, dai partiti alle associazioni ai gestori dei bar che, in parte, ci hanno dato la loro adesione». Una cosa è certa: non accetteranno il divieto di bere alcolici in prossimità dei monumenti storici perchè significa dover rinunciare ad ogni piazza.
21 SETTEMBRE 2008
La Lega nord contro i latinos
PAVIA. Inizierà oggi in zona Ticinello la raccolta firme «Stop al degrado. Salviamo il Ticinello» promosso dalla Lega Nord su richiesta dei residenti contro i latinoamericani che si ritrovano accanto al fiume. Matteo Mognazzi, vice presidente del comitato di quartiere Pavia Centro e responsabile della raccolta attacca: «Si tratta di vere e proprie manifestazioni non autorizzate anche di 200 persone che bevono alcolici a partire dalle prime ore del pomeriggio e lasciano bottiglie a terra». «La Lega chiede il ripristino della quiete pubblica - dice Antonio Grignani, segretario cittadino -, più controlli delle forze dell’ordine e la riqualificazione della zona».
